Aree interne

La Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) rappresenta la principale politica strategica dell’Italia per contrastare il declino della popolazione e migliorare la competitività socioeconomica delle zone più distanti dai centri urbani principali. Questi territori, definiti “interne”, si trovano lontano dai principali servizi pubblici essenziali, come la sanità, l’istruzione e i trasporti, ma sono spesso ricchi di risorse naturali, culturali e paesaggistiche.

La SNAI propone un nuovo approccio nella rappresentazione del Paese, superando la tradizionale divisione tra pianura e montagna, o costa e interno, adottando invece una visione dinamica che considera il rapporto tra i centri di servizi essenziali e le aree interne. Gli obiettivi a breve termine della strategia comprendono il miglioramento della qualità e quantità dei servizi nelle città, oltre alla creazione di nuove opportunità di lavoro tramite interventi di sviluppo locale mirati. Le risorse nazionali sono destinate al primo obiettivo, mentre i fondi europei (FESR, FSE, FEASR, FEAMP) vengono assegnati dalle regioni per il secondo. L’obiettivo a lungo termine della SNAI, che è quello di invertire o almeno contenere il declino demografico nelle aree interne, si esprime in modo ampio, mirando a creare negli stessi territori le condizioni di vita e opportunità che ogni cittadino dovrebbe poter godere.

 

 

L’area interna “Garfagnana, Lunigiana, Media Valle del Serchio, Appennino Pistoiese”, inizialmente attivata come “area-pilota” nel periodo di programmazione SNAI 2014-2020, è stata confermata anche nella programmazione 2021-2027. Questa zona si distingue per la sua vasta estensione territoriale: l’area comprende 36 comuni suddivisi in 4 unioni di comuni, distribuiti su 3 province. Vi sono inoltre due aree protette (il Parco Regionale delle Alpi Apuane e il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano), due GAL e una popolazione di circa 108.000 abitanti.

L’Area interna “Garfagnana, Lunigiana, Media Valle del Serchio, Appennino Pistoiese” ha sviluppato una proposta di Strategia territoriale integrata dal titolo “paesaggifuturi” in continuità con gli obiettivi della programmazione del ciclo 2014-20.

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L’Area interna “Garfagnana, Lunigiana, Media Valle del Serchio, Appennino Pistoiese” 

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La Regione Toscana con DGRT n 743/2024 ha ritenuto opportuno affidare ai GAL Toscani la riserva dei fondi FEASR destinati alle 6 aree interne. Il Gal Montagnappennino insieme al Gal Consorzio Lunigiana gestisce il Piano di Sviluppo Rurale d’Area (PSRA).

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Animazione e
Ascolto del territorio

Il concorso del FEASR alla SNAI è rappresentato da un progetto di valorizzazione turistica sostenibile che ha significative ricadute sugli obiettivi di tre Ambiti turistici regionali. In particolare, riguarda il Distretto turistico della Valle di Apuane, istituito dal MiC, le azioni di riqualificazione delle stazioni ferroviarie lungo la storica linea Lucca-Aulla e gli interventi legati alla mobilità sostenibile, oltre a essere parte integrante della Strategia di sviluppo locale dei GAL.

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Che cos’è il programma Leader

LEADER è una metodologia di sviluppo locale utilizzata da vent’anni per coinvolgere gli attori locali nell’elaborazione e nell’attuazione di strategie, nei processi decisionali e nell’attribuzione delle risorse per lo sviluppo delle rispettive zone rurali.

LEADER è attuato in Europa da circa 2 800 gruppi di azione locale (GAL). Questi gruppi coprono complessivamente il 61% della popolazione rurale dell’UE e riuniscono i gruppi di interesse del settore pubblico, privato e della società civile in un dato territorio (situazione alla fine del 2018 – UE-28).

Nel contesto dello sviluppo rurale, LEADER è attuato nell’ambito dei Programmi di sviluppo rurale (PSR) nazionali e regionali di ciascuno Stato membro dell’UE, cofinanziati dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale  (FEASR).  Nel periodo di programmazione 2014-2020, il metodo LEADER è stato esteso ad altri tre fondi europei, assumendo la denominazione più generale di “Sviluppo locale di tipo partecipativo” (CLLD):

L’approccio LEADER è strettamente legato al rafforzamento dei soggetti locali attraverso l’elaborazione di strategie di sviluppo e l’allocazione delle risorse a livello locale. Il principale strumento per implementare l’approccio LEADER allo sviluppo territoriale e per coinvolgere i rappresentanti locali nei processi decisionali è il Gruppo di azione locale (GAL).

Il termine “LEADER” deriva in origine dall’acronimo francese di “Liaison Entre Actions de Développement de l’Économie Rurale” che tradotto letteralmente significa “Collegamento tra azioni di sviluppo dell’economia locale”.